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Il silenzio della Gioconda. Le riflessioni sull'arte di Pippo Lombardo PDF Stampa E-mail
Scritto da Gino Fienga   
Mercoledì 11 Aprile 2012 17:50

Attraverso l’analisi dell’artista contemporaneo, sempre più divo e sempre più schiavo del mercato e delle lusinghe del sistema arte, Lombardo lascia emergere un abbozzo di progetto che riporta – da un lato – l’artista ad una nuova consapevolezza libera dalle regole del sistema stesso; dall’altro – quello della critica verso un rinnovato ruolo speculativo, in grado di arginare l’esuberanza dell’impeto creativo (non certo per mortificarlo, ma per “educarlo”) ridando importanza all’opera attraverso la misurazione degli effettivi valori estetici, ma anche sociali storici psicologici…. Un continuo scambio dialettico: unica cura possibile per lenire le ferite di un’asfittica arte contemporanea e per spingere l’artista verso una ri-presa di coscienza che possa finalmente renderlo libero di fare della sua opera ciò che davvero sente. 

Riflessioni urgenti, raccolte su temi che riguardano l’arte dal passato al presente, con una profondità prospettica rara che, attraverso l’anali di artisti ormai storicizzati (come Giovanni Carnovali detto il Piccio, William Blake, Antonello da Messina, Raffaello, J. William Waterhouse, Piero della Francesca, Caravaggio, Botticelli, Artemisia Gentileschi,  Canaletto, Monet) o contemporanei (come Luciano Bertacchini, José Luis Corella, Raja Engländerovà, Ernest Pignon-Ernest, Valeria Corvino, Iman Maleki, Ugo Levita, James Byrne, Agostino Arrivabene, Giuseppe Cassibba, Yorgo Manis, Maurizio Bongiovanni, Pietro Ruffo, Laura Pugno, Roberto Ferri, Neil Douglas, Michael Triegel) ci pongono davanti ad un approccio originale per quanto riguarda l’analisi dell’arte contemporanea.

La direzione verso un modo nuovo di rapportarci con la modernità della bellezza.

 

Pippo Lombardo, Il Silenzio della Gioconda. Riflessioni sull’Arte – con-fine edizioni, 2012 – pagg. 208 – € 13,00

 

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Aprile 2012 18:10
 
Galeotto fu il collier di Andrea Vitali PDF Stampa E-mail
Scritto da Vincenzo Aiello   
Lunedì 02 Aprile 2012 08:57
Andrea Vitali - Galeotto fu il collier

Leggevo in questi giorni Galeotto fu il collier (pagg. 394, euro 17.60; Garzanti) del medico-narratore di Bellano, Andrea Vitali.

Non avevo mai scritto nulla su di lui, perché ho l'abitudine di farmi un'idea seria di un autore prima di parlarne, soprattutto di uno scrittore dell'importanza di Vitali. Considero quest'ultimo il Camilleri del Nord, erede di quella tradizione che da Manzoni - attraverso Piero Chiara - arriva a noi lettori.

L'autore ambientando quasi tutte le sue storie nei suoi microcosmi lacustri ed in un Ventennio tragicomico, sembra quasi darci un saggio di come siamo fatti noi italiani, paesani e l'uno contro gli altri armati: soprattutto nei torbidi pensieri. Insomma - per restare nella similitudine - Bellano e le località del lato orientale del Lago di Como stanno al Nord come Vigata et similia stanno al Sud similgirgentino di Camilleri. Poi - e non è poco - c'è quel discorso sulla lingua con verbi tipo magonava, zufolava et altera che danno la misura nella distensiva ed intrattenitiva narrazione di Vitali del discorso sulla invenzione della lingua che l'autore porta avanti.

Insomma intrattenimento narrativo, lingua, ed il così è se vi pare del leopardiano discorso sui costumi degli italiani.

Vi sembra poco?

 

Andrea Vitali - Galeotto fu il collier -  Garzanti, 2012 - pagg. 394 - € 17.60 

Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Aprile 2012 09:18
 
Fai bei sogni di Massimo Gramellini PDF Stampa E-mail
Scritto da Gino Fienga   
Giovedì 29 Marzo 2012 07:07

Massimo Gramellini - Fai bei sogni

Se fosse stato per la piacioneria di Faziofabio, o per il su patetico modo di affrontare 'certi argomenti', non avrei mai letto il libro. Ma simpatizzo per Massimo Gramellini e per il suo onesto sarcasmo, per cui ho ceduto alla tentazione pubblicitaria di Che tempo che fa più per capire se l'uomo e lo scrittore si sarebbero davvero incontrati fra le pagine e le parole, che per scoprire se la storia sarebbe andata a finire come temevo.

Devo dire che era tempo che non riuscivo a leggere con entusiasmo e 'trasporto' un libro fino alla fine.

Gramellini parla di se' e di un dolore, tenuto nascosto per anni, con delicata autoironia che a tratti riesce però a sfociare in una severa - e forse catartica - autodenuncia, di una colpa che non è solo sua personale, ma che appartiene un po' a tutti noi: quella di voltare le spalle a ciò che ci fa male, per non vedere e non soffrire.

Rinuncia vana - per l'autore come per tutti. Arriva sempre il tempo dei conti con la realtà e con il passato; ma spesso è un appuntamento a cui ci troviamo impreparati.

 

[...] L'intuizione ci rivela di continuo chi siamo. Ma restiamo insensibili alla voce degli dei, coprendola con il ticchettio dei pensieri e il frastuono delle emozioni. Preferiamo ignorarla, la verità. Per non soffrire. Per non guarire. Perchè altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere. [...]

Ultimo aggiornamento Giovedì 29 Marzo 2012 07:32
 
Buona fine e... buon principio di Tonino Scala PDF Stampa E-mail
Scritto da Vincenzo Aiello   
Mercoledì 28 Marzo 2012 06:29
Tonino Scala - Buona fine... e buon principio.

"Amo Napoli perché mi ricorda New York... Come New York è sporca e cade a pezzi, ma nonostante tutto la gente è felice...".

Inizia con una frase di Andy Warhol Buona fine e... buon principio (pagg. 96, euro 10; Centoautori), il nuovo libro, della collana Narratopoli, del napoletano Tonino Scala che lascia il suo registro di saggista delle storie camorristiche e si ripresta al linguaggio romanzesco.

Un viaggio nella sua Napoli, nelle sue storie che si districano nel 31 dicembre napoletano. Il giorno in cui tutto dovrà cambiare, il giorno in cui un popolo spera, poi arriva il primo, il principio e... "buona fine e buon principio".

Il 38enne Scala usa le poche ore che separano l’attesa del nuovo anno dal 1 gennaio per delineare caratteri e le storie di tanti cittadini napoletani. E’ in questo sussulto invernale, secondo l’autore, la cifra segreta del napoletano che come ci dice Nino D’Angelo “nun è sempe allero, nun le baste 'o sole, tene troppe penziere. Dint' 'a chesta gara parte sempe areto, corre tutt' 'a vita e 'o traguardo è 'na barriera". Romilda, la signora Clementina, Vico Scusciella al Cognuolo come Castellammare di Stabia, Scala collaziona tanti lacerti di realtà vissuta disegnando la vera anima di Napoli che è a macchia di leopardo. Come sa chiunque si sia fatto un giro per il Rione Sirignano. Una città madre e matrigna, in alcuni casi, ma sempre la stessa. Un orologio scandisce il tempo, è una voce, un segno inconfutabile della vita che scorre e fa rintoccare i suoi attimi, momenti della storia di un popolo verace, sanguigno col suo linguaggio forte, incisivo, immediato, talvolta rassegnato e fatalista, talvolta fortemente combattivo. È la Napoli dell'entusiasmo e della sofferenza, della gioia e della disperazione, che Scala porta nella sua anima, come se nelle sue stesse viscere ci fossero scolpiti mare e sole, pioggia e neve, casupole, palazzi e voci, dramma ed umorismo ed anche tanta commuovente malinconia. Domani l'alba ritornerà e ogni volta si scoprirà qualcosa in più. Sembrano quelli di ieri, ma non lo sono, c'è sempre qualcosa di nuovo da scoprire. "Buona fine e... buon principio" sarà presentato in anteprima a Berlino (Germania) il 17 di aprile alle ore 19.30 presso la libreria Mondolibro c/o a Livraria - Torstr. 159 - 10115 Berlin. L’autore infatti per una storia di emigrazione familiare napoletana è nato a Krefeld in Germania.

 

Tonino ScalaBuona fine e... buon principio - pagg. 96 - Centoautori 2012 - € 10,00 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Marzo 2012 07:02
 
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