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Affidavit - Umberto Ambrosoli vince il premio Capalbio PDF Stampa E-mail
Letteratura - Premi Letterari
Scritto da Administrator   
Venerdì 28 Agosto 2009 08:20
Umberto Ambrosoli ha vinto con Qualunque cosa succeda. Giorgio Ambrosoli oggi nelle parole del figlio (Sironi Editore) la tredicesima edizione del Premio Capalbio, nella sezione "Politica e istituzioni". La premiazione è prevista per domenica 30 agosto alle 18, in piazza Magenta a Capalbio. Ambrosoli sarà premiato insieme a Giancarlo Caselli con "Le due guerre" (Melampo), l'altro vincitore nella stessa sezione. È il più giovane dei tre figli di Giorgio Ambrosoli. In "Qualunque cosa succeda" l'autore – avvocato nella vita -, che all'epoca dei fatti aveva solo otto anni, narra la vicenda del padre, ucciso trent'anni fa da un killer su mandato del bancarottiere Michele Sindona.

Il libro è uscito alla fine di maggio, e da diverse settimane è ai primi posti della top ten della saggistica. La scrittura di Ambrosoli ha la capacità di rendere comprensibile una vicenda politico-istituzionale che anche ai commentatori coevi apparve intricata. Questo perché lo scrittore utilizza una lingua intima e corretta che ha la forza della verità soprattutto negli inserti familiari dove emerge il vero Giorgio Ambrosoli: più che un eroe borghese, un professionista che aveva mantenuto intatti la forza di un’infanzia dura ma giocosa, e tutti i suoi ideali della prima giovinezza. Poi la scelta di laurearsi in giurisprudenza e di fare le sue prime esperienze nel campo del diritto fallimentare. Nominato liquidatore del falimento BPI di Michele Sindona, Ambrosoli ha modo di capire, in un’Italia spaccata dalla crisi economica, abitativa e politica ed in preda alle bande terroristiche ed alle rivendicazioni di parte, che i finanziarieri come l’uomo di Patti non fanno altro che eludere le regole per conservare il potere ed i proventi che ne derivano, affidandosi poi allo Stato – ed agli uomini politici loro affini - solo nel caso dei naturali sbilanci causati da soluzioni quali i depositi fiduciari ed alle folli speculazioni. Giorgio Ambrosoli non si piegherà a ricatti di quello che Enzo Biagi definì come un uomo che mischiava "umiltà e manie di grandezza"

Vincenzo Aiello


 

 

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