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Letteratura - Premi Letterari
Scritto da Administrator   
Martedì 07 Luglio 2009 08:59

Lo scrittore veneziano Tiziano Scarpa con il suo “Stabat mater (Einaudi)” storia di una ragazzina di sedici anni, veneziana anch’ella,che suona dietro le grate di un orfanotrofio, ha vinto la 63° edizione del Premio Strega organizzato dalla Fondazione Bellonci diretta da Tullio De Mauro, con un solo voto di distanza sul quarantenne napoletano Antonio Scurati, ricercatore universitario ed editorialista de La Stampa di Torino con il suo “Il ragazzo che sognava la fine del mondo (Bompiani)” . I “400 amici della Domenica” riuniti con tutto il mondo editoriale italiano a Roma nelle quinte naturali all’aperto dello splendido Ninfeo di Villa Giulia, hanno così votato: “Stabat Mater (Einaudi)” di Tiziano Scarpa, 119 voti; “Il ragazzo che sognava la fine del mondo (Bompiani)” di Antonio Scurati 118 voti; “L’istinto del lupo (Newton Compton)” del cronista di nera de la Repubblica, Massimo Lugli, 58 voti; “L’ultima estate” di Cesarina Vighi, 36 voti; “Almeno il cappello (Garzanti)” di Andrea Vitali.

Antonio Scurati aveva fiutato la sconfitta se è vero che al cronista della Rai Franco Di Mare, in corso ancora la votazione, aveva chiesto il perché la sua era stata la penultima intervista prima di Scarpa. Comunque, consequenziale, al succo del suo testo, è stato l’ attacco ai media: “questo non è un romanzo sulla pedofilia, ma sulla mistificazione della realtà di tutto il mondo che ci viene raccontata dai Media con gli strumenti della cronaca giudiziaria e della paura”. La narrazione di Scurati rimane comunque un bell’esperimento narrativo che resterà perché è un vero romanzo, ma dice anche di un tempo preda di infinite cronache in diretta che nulla lascia alla riflessione dei singoli, troppo spesso delegata a chi non vuole farci pensare. Scarpa dal canto suo aveva dichiarato pochi minuti prima la sua proclamazione di stare vivendo “un interessante esperienza di disincarnamento da se stesso”. Poi si è sciolto dopo la solennità della premiazione e tracannando ampie sorsate del liquore beneventano della Alberti ha deciso che avrebbe fatto baldoria fino all’alba, mentre riceveva i complimenti del sindaco Alemanno padrone di casa. Massimo Lugli era forse il più felice di tutti perché è stato il primo degli outsider ed ha incassato complimenti un po’ da tutti per la sua narrazione di strada alla John Fante, ben veicolato dall’emergente Newton Compton. Lo scrittore di Bellano, Andrea Vitali, la sua vittoria la sta ottenendo da anni nelle librerie – ha venduto 1 milione e mezzo di copie delle sue novelle alla Piero Chiara – e si è definito un “raccontatore di storie alla Giovanni Arpino”. Dulcis in fundo il libro che lo scrivente avrebbe premiato, ma che è giunto quarto, “L’ultima estate (Fazi)” della settantraenne scrittrice veneziana Cesarina Vighi che non era presente alla serata finale, rappresentata dalla figlia Alice Di Stefano. Non è solo un libro sulla SLA (sindrome laterale amiotrofica) che è la malattia che ha colpito la scrittrice esordiente, ma è una prosa dolente e morbosa di una vita comunque vissuta nella “curiosità, l’amore per i poeti e per i narratori e per la bellezza”.

Tiziano ScarpaStabat mater - Einaudi, 2010 - pagg. 144, € 9,00

 

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