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I racconti del Vulcano PDF Stampa E-mail
Letteratura - Recensioni
Scritto da Vincenzo Aiello   
Domenica 16 Agosto 2009 10:37

L’editore Graf manda in libreria una raccolta – “I racconti del Vulcano (pagg. 133, euro 12.90)” – curata da Bruno Fiengo che contiene short-stories scritte da musicisti napoletani del calibro di Beppe Barra, Teresa De Sio, Francesco di Bella, Enzo Gragnaniello, Dario Jacobelli, Raiz e Patrizio Trampetti. Non si tratta della solita operazione di cantanti che parlano di sé stessi utilizzando lo strumento narrativo, ma di una vera e propria operazione letteraria che tiene assieme i figli di Ves (l’identità partenopea figlia del Vesuvio) nel tentativo di dire qualcosa d’altro che la musica strumento universale ma forse troppo dispersivo non aiutava a dire, se non utilizzando la fiction romanzesca. Si trovano così accomunati in questo volume le voglie giovanilistiche in forma di diario dell’ottimo di Bella (ora solista, ex Grana) che in “Four trips” racconta i viaggi della musica in luoghi salvati dalla desolazione sociale, e la descrizione di un Ferdinando di Borbone dai lazzari pensieri in “L’incubo di Ferdinando”’dell’ex componente della CCP, Patrizio Trampetti. Un grande Peppe Barra che in un racconto minuscolo “Pensiero” riesce a dare della costruzione del presepio un’immagine di struttura familiare verticistica, ma anche di un rispetto umano per le tradizioni senza tanti sociologismi. Particolare è invece l’intervento in forma di poesia della De Sio che in “Donna canta” descrive la naturalezza del suono della voce femminile che genera la vita. Fiengo, poi, in “Il principo di indeterminazione di Sal” si sofferma sulla microstoria di un venditore di dischi in crisi. Enzo Gragnaniello in “Voglio stare qua tra lazzari e scugnizzi” ci parla dell’ancestralità musicale partenopea. Raiz in una favola tutta da leggere “Momo e Zazà” disegna una morale tutta da gustare. Jacobelli chiude con “Ammazzando il 10” che racconta il divino folletto Maradona.

Vincenzo Aiello

 

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