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L'onda calda che dà il ritmo PDF Stampa E-mail
Letteratura - Recensioni
Scritto da Vincenzo Aiello   
Giovedì 24 Settembre 2009 07:41
E’ un romanzo sulla benzina necessaria per la ripartenza questo “Mi manca il rosso (pagg. 237, euro 15; Cairo editore)” il terzo del 44enne torinese Marco Cassardo. Pietro Sollevo è uno scrittore cinquantaseienne in crisi che viene ad essere privato in tempi successivi del lavoro assicurativo con il quale si sostentava ed abbandonato dalla moglie Caterina che si è trovato un altro uomo più giovane; e che vede sempre di meno sua figlia Lisa.

Buttato fuori da casa della moglie ripara nella camera N°5 dell’Hotel Mondial a cento metri dal suo precedente domicilio. Riprende a vivere (?) e nella sua vita entra il rappresentante Alberto che, poi scoprirà essere un bugiardo di vita, ma che lo sostiene con la sua voglia di sperare oltre ogni logica e con la sua efficacia nelle cose quotidiane: tanto che prende in affitto, dopo averla ristrutturata, la sua casa estiva in una pineta marittima. Dopo una breve storia con Gloria una donna cinquantenne titolare di una tintoria, Pietro s’innamora di Nina, una studentessa di matematica di venti anni fuorisede nella città – che sembra Torino – ed inizia una strana storia fatta di ripulse e di voglie represse.  Ma mentre scopre che la ragazza ha una liason con un commercialista arriva la notizia della sua malattia: la ragazza ha la leucemia. Il “padre” Sollievo aiuta la figlia adottiva Nina e scende con lei nell’abisso della malattia. Nel corso dei cicli della chemio capirà che la solitudine ti porta ad essere più vigile e che non si può recitare la sofferenza: bisogna viverla e che l’ignavia non risolve nulla. Arriverà anche quel piacere fatto ad onde che lo farà ritornare al Mondial, riprendere la vecchia stanza, il computer con dentro il suo nuovo romanzo da scrivere, e la strada per la casa in pineta con Alberto. Con una lingua leggera che richiama atmosfere che ci hanno fatto pensare, non sappiano perché, ad “Una nuvola di smog” di Calvino, Cassardo vince la sua sfida nel trovare un altro rosso che perpetui la sua capacità di narrare storie che riportino alla luce proustianamente “ricordi di odori, più forti degli odori stessi”.

Vincenzo Aiello   

 

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